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Ecco l'elenco degli articoli della rubrica 'Approfondimento storico" del Portale della Comunità Montana Fontanabuona
UN SECOLO DI STORIA IN FOTO PATRIMONIO DELLA COMUNITÀ

QUANDO un’azienda compie il secolo d’attività è sempre un avvenimento interessante, se a raggiungere i cento anni è un fotografo ci troviamo davanti ad unfatto con risvolti unici e straordinari.La sola conservazione dell’archivio diventa un patrimonio,un museo delle immagini capace di restituire la memoria visiva della nostra collettività. Nel lontano 1906 Edoardo Migone ha da poco compiuto 17anni, la famiglia vive del commercio all’ingrosso di ortaggi e, come spesso accade, vorrebbe quelle braccia disponibili per l’attività di casa. Il giovane Migone ha le idee chiare e vorrebbe intraprendere l’attività di fotografo,il genitore non comprende come possa essere un mestiere scattare foto, armeggiare tra lastre, bagni chimici e lampi di magnesio.Edoardo inizia a lavorare per finanziare il suo progetto:presso la stazione ferroviaria di Chiavari offre il servizio di portabagagli. Il lavoro è faticoso, ma i clienti non mancano e con le mance raggranella quanto basta per acquistare l’attrezzatura ed installare il primo laboratorio fotografico in un locale nel palazzo Ravaschieri. La “strana professione” funziona e trasferisce l’attività nell’allora via Vittorio Emanuele (l’attuale viaMartiri della Liberazione), dove avvia anche un servizio di vendita delle prime macchine e materiale. La sua è attenta passione e intelligente capacità imprenditoriale, saprà fotografare documentando la città e il territorio sin dal primoNovecento, diffonderà la fotografia come strumento della memoria collettiva. Scorrendo le immagini dell’archivio si sfoglia un albumfantastico: le polverose strade conpassanti che fissano lamacchina fotografica, lepiazze, ilmercato, gliavvenimenti. Migone grazie alla sua intuizione, alla grande volontà ci ha lasciato un’eredità straordinaria: la memoria visiva di Chiavari. Ilmestiere di fotografo lo impara indagando tutto: il varo della goletta Fidente, la furia del mare che inghiotte le case su via al Cantiere, i pescatori in piazza degli Scogli, la magia di Portofino, il Tigullio.L’obiettivo passa in rassegna le nuove strade di Chiavari, sono i viali inmezzo agli orti. Il centro storico, imonumenti, ilmunicipio, la cattedrale dellaMadonna dell’Orto, Chiavari chediventacittàmoderna.Poilaimmaginiduranteil“regime”,leparateelavisita del Duce del 15maggio del 1938: “Chi si ferma è perduto!”, recita una scritta davantiallaCasaLittoria. Arriveràlaguerra, lacittàcambianuovamente:Migonela proponeinogniparticolare,lasuacronacafotograficaèprecisa,puntuale.Adesso si avvicinanoaquella che èdiventatauna vera attività i figliGiuseppe eMassimo: sarannoloroaproseguireilmestieredopolamortedelpadre,l’11ottobre1967.Le macchine fotografichediventanoallaportatadimolti, cambianoi formati, la foto accompagna la vita e testimonia gli eventi delle famiglie. Il vecchio e poetico “bianco e nero” lascia il passo allamagìa del colore. Ametà degli anni Ottanta il giovane Edoardo junior, figlio di Giuseppe, prende le redini del laboratorio. La foto ed i servizi offerti dallo studio trovanonuova forza,ma senza tradire l’antica passione per la ricerca fotografica. GIORGIO“GETTO”VIARENGO Cultore di storia locale

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